Cervelli plurali
Puntata 4. In continuo movimento
«Mmh mmh» si schiarisce la gola Mega mentre avvicina il telefono all’orecchio, dopo aver composto il numero della scuola di Luna: «Buonasera, parlo col dirigente della scuola primaria di Lampedusa?»
«Buonasera, sì, sono io; con chi ho il piacere di parlare?»
«Sono la mamma di Luna, un’alunna della classe 5^B. Chiamo perché oggi i cuginetti di Luna, che sono in visita dalla Svezia, sono passati a salutarla a scuola e con la maestra hanno pensato di fare una lezione sul loro Paese. Ovviamente, prima di procedere volevamo avvisare e chiederle il permesso».
«Ma che bella idea! Dalla Svezia, eh? Sarà interessante per i bambini imparare qualcosa su un posto tanto lontano. Mi servono i dati dei ragazzi: nome, cognome ed età».
«Sì, sì certo! Allora i nomi sono Meg… MELISSA e Bit, che sta per Bartolomeo. I cognomi…» Mega esita, ai cognomi proprio non aveva pensato. All’improvviso le si accende una lampadina: « Ghalieni! Melissa e Bartolomeo Ghalieni, con la h tra la g e la a. Età 11 anni».
Bit, che le sta accanto ascoltando la conversazione, scoppia a ridere e subito si tappa la bocca con le mani.
«Molto bene signora, allora aspettiamo Melissa e Bartolomeo domani in 5^B!» conclude il dirigente scolastico prima di riattaccare il telefono.
«Ghalieni» ridacchia Bit, scuotendo la testa: «Tu sei un genio».
«Eheh grazie» dice Mega facendo un profondo inchino, per poi rialzarsi esultando: «Quindi ce l’abbiamo fatta! Domani siamo in classe con Luna! Non vedo l’ora» conclude con una piroetta.
«Sì sì, certo, ma ora dovremmo imparare qualcosa sulla Svezia, visto che la giornata sarà dedicata a questo» la placa Bit.
«Non ti preoccupare, so già un sacco di cose! Ho cercato informazioni su La Spezia e non capisco perché si parlasse di alci e di freddo ieri, a me sembra un posto molto carino e onestamente neanche troppo lontano» dice Mega facendo spallucce.
Bit la guarda stupefatto: «Mega. Io non so bene come dirtelo…».
«Cosa? Cosa? Dai, spara!».
«Melissa e Bartolomeo vengono DALLA SVEZIA non da LA SPEZIA!! La Svezia, il Paese scandinavo a migliaia di chilometri dall’Italia, il Paese che sfiora il Circolo Polare Artico; neve, ghiaccio, buio per metà dell’anno, lingua incomprensibile. Non La Spezia, città italiana!»
Mega si blocca un attimo, lo guarda e scoppia a ridere, fino a rotolare sul pavimento con le lacrime agli occhi: «Ah ecco, questo spiega molte cose! Infatti mi sembrava strano non trovare nessun risultato cercando “Alci La Spezia”».
Ora anche Bit ride a crepapelle. Dopo essersi calmati, i due fanno delle ricerche sulla Svezia, prima di andare a letto eccitati per la giornata che li avrebbe attesi al risveglio.
Alle ore 8:00 i due alieni, sapientemente travestiti da bambini umani, sono fuori dal cancello della scuola, aspettando Luna per entrare insieme.
La loro amica arriva dopo poco e vedendoli inizia a sorridere e corre verso di loro: «Ciao amici! Tutto bene?»
«Ciao Luna, sì, tutto ok» le risponde Bit.
Luna si porta una mano alla bocca e sussurra: «Quindi il vostro piano ha funzionato? Potete entrare?»
«Sìììì!!» esclama felice Mega.
«Evviva! Allora andiamo!» Luna fa cenno ai due alieni di seguirla e insieme entrano in classe, proprio mentre il dirigente parla con la maestra per comunicarle di aver concordato con la mamma di Luna la presenza dei due bambini in classe.
«Bene ragazzi, allora passate una buona giornata» saluta il dirigente.
«Ciao bambini, come state oggi?» chiede la maestra, dopo che tutti si sono seduti ai banchi.
Un coro si alza dall’aula: «BENE MAESTRA».
«Ottimo! Come promesso, oggi faremo una lezione di geografia un po’ speciale, dedicata alla Svezia. Per prima cosa Melissa e Bit potranno parlarci un po’ di com’è la loro vita lì e poi Luca ci esporrà il suo lavoro sulle alci, va bene?»
«Sì!» gridano tutti; Luca annuisce.
«Allora Melissa e Bit, venite pure qua, in piedi accanto alla cattedra, così possiamo vedervi tutti».
Mega e Bit si alzano e si sistemano dove la maestra ha detto loro.
«Ciao, come sapete, siamo i cugini di Luna e viviamo in Svezia, un Paese molto lontano da qui. È un posto molto freddo, pensate che il nord raggiunge la temperatura di -30 gradi in inverno e le giornate sono spesso buie, con poche ore di luce: questo perché siamo molto vicini al Circolo Polare Artico, il punto più a nord della Terra, dove i raggi solari quasi non arrivano tra novembre e marzo. Però pensate che in estate abbiamo giornate lunghissime: il 21 giugno, ossia il giorno più lungo dell’anno, abbiamo quasi 24 ore di luce!» inizia Bit, suscitando la curiosità dei bambini che iniziano a fare molte domande: «C’è la neve?», «Avete tutti gli sci?», «Andate a scuola anche quando è sempre buio?», «In estate come fate a dormire se c’è sempre luce?».
«Ragazzi! Silenzio, andiamo con ordine per favore, sennò non si capisce nulla» dice la maestra riportando l’ordine.
«Beh, in inverno sì, c’è molta neve e molti di noi hanno degli sci; certo, andiamo a scuola come tutti gli altri bambini e in estate per dormire chiudiamo molto bene le persiane e le tende, ma cerchiamo anche di goderci il sole il più possibile» risponde Bit.
«Che lingua si parla in Svezia?»
«Parliamo svedese, una lingua molto difficile, ma possiamo insegnarvi una parola: tack, significa “grazie” » risponde Mega.
Tutti gridano un sonoro «TACK Melissa e Bit» prima che la maestra disponga due sedie accanto al primo banco e faccia loro cenno di accomodarsi.
Mentre loro si siedono, una bambina chiede alla maestra di poter andare al bagno.
«Va bene, Miriam» le dà il permesso lei.
Mega e Bit si guardano: deve essere l’altra bambina neurodivergente della classe. Il suo disturbo è quello che coinvolge l’attenzione e l’iperattività, ossia l’ADHD. Al suo ritorno in classe, Luca sta parlando della differenza tra le alci nate in natura e quelle cresciute in cattività. Miriam si siede al suo posto, dando una fugace occhiata al resto della classe: questo è sufficiente perché Mega e Bit vengano catapultati all’interno della sua mente e inizino a vedere e percepire il mondo con i suoi occhi.
in continuazione,
senza fermarsi facilmente
Miriam sta ascoltando il compagno, quando con la coda dell’occhio vede che fuori dalla finestra il vento sta muovendo un ramo, gira la testa e si perde nelle poche foglie rimaste scosse dalla brezza: ogni volta che una cade, la segue con lo sguardo fino in fondo, fino a toccare il terreno. Le pare di distrarsi solo per un secondo e invece già suona la campanella che segnala la fine della prima ora. Le succede spesso: è concentrata sulla lezione o sui compiti, ma a un certo punto nella sua testa si accende una lampadina, le viene un’idea ed è impossibile per lei evitare di seguirla. Molte volte succede che le si presenti nel cervello un’immagine e lei senta la necessità urgente di rappresentarla. Quando è in classe lo fa su dei foglietti o direttamente sul quaderno. È seguendo questo stimolo che si è accorta che, paradossalmente, riesce ad ascoltare e capire meglio quello che dice la maestra se nel frattempo disegna. Allo stesso modo, a casa, mentre fa i compiti, si concentra molto di più con una musica di sottofondo o un cartone animato che ha già visto molte volte e che non le richiede una reale attenzione: è solo un rumore di sottofondo, che la aiuta a tenere occupata quella parte del suo cervello che sente il bisogno di evadere. Durante i compiti a casa, le succede sempre che dopo poco tempo che è concentrata su una materia, senta la necessità di cambiare e così passa ogni cinque minuti da matematica a italiano, e poi a scienze, per poi tornare a matematica e via così. Eppure alla fine porta a termine tutto (quasi sempre). Le maestre in classe la riprendono quando si distrae o batte insistentemente con la matita sul banco; una volta addirittura stava leggendo un libro durante la lezione di matematica. Nessuno riusciva a comprendere che per lei era l’unica maniera di imparare, di mantenersi concentrata, di capire. Questo in passato le creava molta frustrazione e ogni mattina si rifiutava di andare a scuola, piangendo dalla disperazione. Era stato il momento in cui la madre aveva deciso di parlare con i suoi insegnanti e di comune accordo le hanno fatto iniziare un percorso di psicoterapia. Da qualche mese ha ricevuto la diagnosi di ADHD e finalmente si sente un po’ più capita, o comunque meno sbagliata. Le hanno spiegato che non è una malattia, semplicemente il suo cervello funziona in maniera differente da quello neurotipico. Per quanto riguarda lei, come in molte persone di sesso femminile, il problema è più legato alla disattenzione, alla difficoltà di organizzazione e a una iperattività del pensiero piuttosto che fisica. Le hanno detto che il passare spesso da una cosa all’altra, per esempio nelle materie durante i compiti, si chiama dinamismo cognitivo e che non è una cosa brutta: significa solo che riesce a collegare rapidamente idee non convenzionali, che stimola molto la creatività e il problem-solving. Le hanno anche spiegato che, come nel caso dell’autismo, si può avere un tema o un compito prediletto, di cui non ci si annoia e su cui si riesce a tenere l’attenzione per molto tempo e per lei è assolutamente la musica. Ritorna con l’attenzione a Luca: le piace il suo impegno nello spiegare le alci e lo capisce perfettamente anche lei avrebbe potuto parlare del solfeggio in chiave di basso per ore.
Mega e Bit vengono risucchiati fuori dalla mente della bambina, proprio mentre lei, inaspettatamente, alza la mano.
«Hai una domanda, Miriam?» le chiede la maestra, che non smette di stupirsi di come sembri sempre distratta e invece sia al passo con il discorso.
«Sì, volevo chiedere a Luca questo: l’alce è un animale tanto grande ed è erbivoro, ma c’è qualche animale che può mangiarlo? Mi sembra ingiusto che uno degli animali più grossi al mondo, che non mangia gli altri animali, possa essere preda di altri».
«Ottima domanda. Il più grande predatore dell’alce è l’uomo nella stagione della caccia, mentre, grazie alla sua stazza, gli unici animali in grado di uccidere un alce adulto anche singolarmente sono la tigre siberiana, l’orso bruno, l’orso nero americano e l’orso polare, che però tendenzialmente evitano l’attacco. L’alce, soprattutto la femmina, con a seguito dei cuccioli, può essere molto aggressiva».
«Bene! Grazie Luca e grazie Miriam per la domanda interessante. Luca, se hai concluso la presentazione puoi tornare al posto e potete tutti prepararvi per la ricreazione».
con un esperto per sentirsi
meglio e capire i propri
pensieri e sentimenti
Avere un cervello che funziona
come la maggior parte
delle persone.
Capacità di risolvere i
problemi in maniera
originale
L’esercizio che serve
a imparare a leggere e
cantare le note musicali
Leggere le note più
gravi della musica,
quelle con suoni bassi.
La chiave di basso
è anche un simbolo posto
all'inizio del pentagramma
per leggere le note.
ATTENZIONE!
Se ti è sembrato difficile concentrarti sulla lettura è perché il testo conteneva delle distrazioni: sono state messe apposta da Mega e Bit per farti capire com’è leggere con l’ADHD.