Cervelli plurali
Luna racconta a Mega e Bit che a scuola, durante una lezione di matematica, la maestra aveva scritto i numeri piccolissimi e nessuno riusciva a leggere, mentre la maestra di italiano aveva parlato in una lingua sconosciuta. Era la giornata per sensibilizzare i bambini sulle neurodivergenze e le maestre avevano voluto fare in modo che tutti si sentissero come a volte si sentono le persone il cui cervello funziona in maniera diversa da quella neurotipica. Per saperne di più, Mega e Bit escogitano un piano per entrare nella scuola di Luna e conoscere alcuni bambini neurodivergenti.
Utilizzando un’opzione speciale dei loro Wikiocchiali, Mega e Bit entrano nei panni di Marta, che da grande vuole fare la scrittrice, ma è dislessica e disortografica e per questo pensa che non ce la potrà mai fare. Mega e Bit le danno un suggerimento geniale: scriverà un libro in martese! E poi, se vorrà, potrà tradurlo in italiano, grazie agli strumenti tecnologici che ha a sua disposizione. Marta non aveva mai pensato a quella prospettiva e ne è sinceramente rincuorata.
Mega e Bit spostano lo sguardo su Luca, un bambino autistico, che a volte prova una grande frustrazione per non riuscire a spiegarsi e per non essere capito, così “per calmarsi” si concentra in movimenti ripetuti (stimming). Luca è un bambino molto creativo: nella sua mente ogni lettera e ogni numero hanno una faccia e si impegna sempre tanto a disegnarli sul quaderno. Mega e Bit riconoscono che Luca è intelligente e che ha uno spiccato senso artistico; semplicemente ha bisogno dei suoi tempi e della sua maniera di fare le cose.
I due alieni conoscono Miriam, che da qualche mese ha ricevuto la diagnosi di ADHD e finalmente si sente più capita dai compagni, dai maestri e dai suoi genitori, dopo anni in cui ogni mattina chiedeva alla mamma di non mandarla a scuola e in cui veniva ripresa per la maniera distratta e discontinua di fare i compiti e stare in aula. Grazie al suo percorso ha scoperto di avere ottime abilità nella risoluzione dei problemi e nel fare collegamenti che nessun altro fa.
Ma non sono solo loro: usando gli occhiali i due alieni si accorgono presto che tutti i bambini a scuola hanno un loro modo particolare di funzionare. Alla fine della giornata, Mega e Bit parlano con Luna, raccontandole cosa hanno visto e proponendole un piano: creare insieme una classe che sia adatta a tutti. Vanno a parlare con la maestra, che la trova un’ottima idea: al rientro in aula propone agli alunni di ripensare tutti insieme l’aula, facendo proposte e ascoltando le varie esigenze e richieste.